VECCHIO BLOG

di | 7 de Gennaio de 2013

Mohamed Ghonim-Poesia

Le labbra…Le labbra

Spade indiane
si colorano
con i raggi del sole,
al chiarore della luna
bevono con bramosia
dai turchesi dell’amore
dissetandosi inebriano
le stelle del cielo
che discendono sulla terra
sfavillanti di pioggia.

´´´´´´´´´”La carne degli angeli”.

Quando ti sogno io divento pallida come la morte
Che fenomeno è questo
che io e te abitiamo altrove
portati dalle mani di Dio?
Perchè siamo due mani così maneggevoli
che qualsiasi idolo ci può portare lontano?
Cos’eravamo prima?
Cosa diventeremo dopo?
Io ogni notte metto gli abiti migliori
e tu me li togli
ma non riuscirai mai a far di me una schiava
Anche nuda io vesto come una regina
perchè io e te non pecchiamo mai
perchè io e te non ci siamo mai visti
Eppure ci vediamo ogni giorno
eppure siamo talmente poveri
che non dobbiamo più neanche comperare la morte
perchè la vita ce la regala.

(Alda Merini)

|Edna St. Vincent Millay

Nel dorato bacile d’un gran canto
versiamo tutta la nostra passione;
si giacciano abbracciati gli altri amanti
nel riposo d’amore – noi parliamo
con la lingua di tutto il mondo: il sangue
che s’agita, la lunga inerzia, i fremiti,
le calde palme supplici all’ospite che
fugge,
ed un’anima sola, indifesa, ma forte.
Il desiderio solo canta al liuto;
nell’aperto sospiro, fra le ortiche
s’acquieti il menestrello, ozioso e muto
anche lui – sia l’amore alto e lontano:
tradisce il ramo piú alto quel frutto
che ogni passante può trovare a terra.

Tratto da:Edna St. Vincent Millay
L’amore non è cieco

´´´´´´´´´´´´
Alla luna
O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l’anno, sovra questo colle
io venia pien d’angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
il tuo volto apparia, che travagliosa
era mia vita: ed è, nè cangia stile
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l’etate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l’affanno duri!
poeta Giacomo Leopardi

Postato da: guadiana

Eric Siepmann

Erbolario di un amore
“Un amore che sá di fiori di campo.
Fiori selvatici,fiori di primavera.
Fiori del cardo,rosa canina,
veronica,caprifoglio,
fioriporpora e gialli di veccia,
armeria,regina dei prati,belladonna…”
Questo e nient’altro.
Nessuna parola d’amore,
niente stupori ne baci.
nient’altro.
Perché prima di incontrare lei
non avevo mai “visto” i fiori.

Scritta da Eric Siepmann,un giornalista inglese,nella sua prima vacanza in Cornovaglia,
insieme alla donna che diventerá sua moglie.´´´´´´´´´´´´´´

´´´´´´´´´´´´´
Paul Simon and Art Garfunkel
“The Sound of Silence”
(trad.)

Ciao oscurità, mia vecchia amica
Sono venuto qui per parlarti di nuovo
Perché una visione che fa dolcemente rabbrividire
E’ stata lasciata crescere come un seme in me mentre dormivo
Ed ora la visione che è stata piantata nella mia testa
Rimane ancora
Con il suono del silenzio
In sogni agitati camminavo solo
In strade strette e ciottolose
Nell’alone della luce del lampione
Ho alzato il mio colletto per il freddo e per l’umidità
Quando I miei occhi furono colpiti dal flash di un neon
Che attraversò la notte
E toccò il suono del silenzio

E nella luce nuda vidi
Migliaia di persone, forse di più
Persone che parlavano senza parlare
Persone che ascoltavano senza ascoltare
Persone che scrivevano canzoni che non condividevano con nessuno le loro voci
E nessuno osava
Disturbare il suono del silenzio

“Stupidi”, dissi, “Non sapete
Il silenzio cresce come un cancro
Ascoltate le mie parole che posso insegnarvi
Prendete le mie braccia che posso raggiungervi”
Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia
E fecero eco