TRAINSPOTTING – 1

di | 3 de Ottobre de 2012

– Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrici, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi, scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos’altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?

(Tratto dal film :Trainspotting)

Il titolo si riferisce all’episodio del paragrafo Guardando i treni alla stazione centrale di Leith, dove Renton e Begbie vengono avvicinati da un vecchio barbone mentre stanno urinando nell’ormai dismessa stazione centrale di Leith: costui chiede loro se stanno facendo del trainspotting, ossia se fossero disoccupati che per ingannare il tempo osservano i treni in arrivo ed in partenza dalla stazione. Renton rimane interdetto perché Begbie non apostrofa in malo modo né malmena il barbone, anzi sembra addirittura in imbarazzo: solo mentre si allontanano si rende conto che l’ubriacone è il padre dell’amico.

Trainspotting è il primo e più fortunato romanzo dello scrittore scozzese Irvine Welsh: narra le vicissitudini dei vari componenti di un gruppo di tossicodipendenti nella Edimburgo di fine anni ottanta.
Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film di Danny Boyle, inoltre l’autore ha pubblicato anche un sequel, intitolato Porno.

Il romanzo è caratterizzato dalla non linearità (la storia dei personaggi si conosce man mano che si legge, non si capisce chi sia il personaggio narrante in un primo momento) e si divide in sette parti: le prime sei sono composte da capitoli di differente lunghezza, ognuno narrato da un personaggio differente, incentrato su un determinato avvenimento ed indipendente dagli altri, il che fa sembrare Trainspotting, più che un romanzo, una raccolta di storie brevi.
Ciascun personaggio ha uno stile narrativo differente che lo contraddistingue nel lungo periodo: si potranno riconoscere i pensieri di Spud, pieni di virgole ed intercalari (“non per dire”, “capito”), da quelli di Begbie, nervosi e dominati dall’onnipresenza della parola “cazzo”. Sick Boy, dal canto suo, parla di sé stesso in terza persona, elogiando le sue qualità, spesso aiutato dalla presenza del dialogo interiore di Sean Connery.
Quando nei dialoghi sono coinvolte più azioni o personaggi, il narratore diventa esterno ed onnisciente e parla in terza persona.

Viene descritta la vita ai limiti della legalità di un gruppo di giovani edimburghesi di periferia, ognuno delle quali ha una propria dipendenza: si va dall’eroina di Spud, Sick Boy e Renton alla violenza insensata di Begbie.
Renton, il personaggio principale del racconto, dopo numerosi tentativi falliti di disintossicazione, vedendo molti suoi amici morire per l’AIDS cerca di rifarsi una vita a Londra, dove ha varie conoscenze ed un giro di affari basato sulle truffe all’ufficio di collocamento. È però costretto a tornare a Leith per assistere al funerale del suo amico Matty. In seguito, tornato a Londra per vivere con Kelly, abbandona di nuovo la capitale perché si sente risucchiato dal vortice della monotonia. Tornato a casa, visita tutti i vecchi amici, finché non gli viene proposto la grande occasione: vendere 2 kg di eroina a Londra. Ma quando il colpo è stato