FORSE ANCHE IN PARADISO SARÁ NATALE – L´isola

di | 13 de Dicembre de 2011

Con la consapevolezza che il mondo è fatto di persone che se vanno e che bisogna accettarne la dipartita,stanotte sull’onda delle emozioni ritrovo il coraggio e rileggo una pagina triste della mia vita, un dolore vissuto tanto tempo fa.
Racchiuso in ogni verso ritrovo lacrime essicate nelle pieghe del mio cuore.

QUEI GIORNI DI CRUDELE DOLORE

CANCRO

Lo immagino come un drago

risorto dal medioevo

che viene e ti porta via

gli affetti piú cari

Come il cobra

ti ipnotizza

col suo sguardo

E tu devi essere forte

affrontarlo ancora

come una guerriera

con la spada tratta

Aspettando che si decida

se lasciarti la vita

o darti col suo morso

la morte

L’ATTIMO IMMORTALATO

Vedo il Cristo morto

nelle braccia della madre

Vedo il corpo inerte nel sonno

la posizione é la stessa

Ma a sorreggerti non ci sono

le braccia di tua madre

solo il morbido sofá

ULTIMI GIORNI

E tu che stai morendo

nel delirio di una rabbia

che ti lacera dentro

tu ancora hai speranza

di una vita a metá

ma sempre vita

Nemmeno il cane

ti riconosce piú

ti abbaia contro

quando torni a casa

Ti guardo e mi sale in gola

la voglia di urlare

dove sei amore mio

PRIMA NOTTE DI QUIETE

Questa notte
nel mio giardino arso
mi sembra di sentire
il dolore dell’azalea
sfiorita e agonizzante
E i petali di fiori
sono sparsi a terra
in un velo di malinconia
Questa notte
ho contato i tuoi respiri
amore mio
fino all’ultimo

LACERANTE DOLORE

Passeggio nel silenzio delle notti in corridoi dall’ombra lunga, notti senza speranza, e un finale già visto di un male che lacera e consuma.
Notti turbolente dentro alla tempesta del dolore,
i pensieri scorrono tra i tanti fotogrammi di una vita,
impressi nella mente,poi…la luce di un sorriso,
il tocco lieve di una mano sulla spalla,mani che placano
il mio pianto solitario per un’attimo.
Venti notti come questa ..l’ultima,soli per l’ultima volta,porto la sedia vicino al letto,ti prendo la mano,
sono quí non ti lascio solo…sono quí a pregare
per un miracolo che ti strappi alla morte,
un miracolo… vedere i tuoi occhi che mi guardano per l’ultima volta….
Sono quí,ancora e nonostante tutto,ad aspettare
che tu mi dica”ti amo”.
Ho paura di addormentarmi,ogni tanto mi alzo, apro la finestra,l’aria fresca della notte mi sveglia.
Guardo la cittá dall’alto,ancora una volta sono sola di fronte al sopraggiungere della morte.
Sempre lí in quell’ala dell’ospedale,dove giá avevo visto morire mia madre.
Ti riprendo la mano,ci metto la corona e prego per te,
ti bacio la fronte fredda,gli occhi sono socchiusi,
ci sono lacrime…no… é impossibile.
I medici hanno detto che non senti niente´,e che te ne andrai cosí nel sonno…serenamente.
Guardo fuori il cielo scuro seppur appena sfumato di pallida luce,la notte é finita.
Con l’alba tutto precipita,e l’ala scura della morte si avvicina.
É pomeriggio adesso,vedo la vena sul tuo collo che si é fermata,la sfioro con le dita,riprendi il respiro
solo una volta,l’ultima.
E MI SENTO SCOPPIARE DENTRO! NELLE VENE! NELLO STOMACO! NELL’ANIMA!
E… piego la testa sconfitta ancora una volta dalla morte,ancora una volta la vita mi é caduta addosso.
Stringo i pugni,mi mordo brutalmente le labbra,
ingoio il mio respiro, vorrei fosse l’ultimo anche per me
e vado fuori ad urlare…

ANNO 2007