Con la consapevolezza che il mondo è fatto di persone che se vanno e che bisogna accettarne la dipartita,stanotte sull’onda delle emozioni ritrovo il coraggio e rileggo una pagina triste della mia vita, un dolore vissuto tanto tempo fa.
Racchiuso in ogni verso ritrovo lacrime essicate nelle pieghe del mio cuore.
QUEI GIORNI DI CRUDELE DOLORE
CANCRO
Lo immagino come un drago
risorto dal medioevo
che viene e ti porta via
gli affetti piú cari
Come il cobra
ti ipnotizza
col suo sguardo
E tu devi essere forte
affrontarlo ancora
come una guerriera
con la spada tratta
Aspettando che si decida
se lasciarti la vita
o darti col suo morso
la morte
L’ATTIMO IMMORTALATO
Vedo il Cristo morto
nelle braccia della madre
Vedo il corpo inerte nel sonno
la posizione é la stessa
Ma a sorreggerti non ci sono
le braccia di tua madre
solo il morbido sofá
ULTIMI GIORNI
E tu che stai morendo
nel delirio di una rabbia
che ti lacera dentro
tu ancora hai speranza
di una vita a metá
ma sempre vita
Nemmeno il cane
ti riconosce piú
ti abbaia contro
quando torni a casa
Ti guardo e mi sale in gola
la voglia di urlare
dove sei amore mio
PRIMA NOTTE DI QUIETE
Questa notte
nel mio giardino arso
mi sembra di sentire
il dolore dell’azalea
sfiorita e agonizzante
E i petali di fiori
sono sparsi a terra
in un velo di malinconia
Questa notte
ho contato i tuoi respiri
amore mio
fino all’ultimo
LACERANTE DOLORE
Passeggio nel silenzio delle notti in corridoi dall’ombra lunga, notti senza speranza, e un finale già visto di un male che lacera e consuma.
Notti turbolente dentro alla tempesta del dolore,
i pensieri scorrono tra i tanti fotogrammi di una vita,
impressi nella mente,poi…la luce di un sorriso,
il tocco lieve di una mano sulla spalla,mani che placano
il mio pianto solitario per un’attimo.
Venti notti come questa ..l’ultima,soli per l’ultima volta,porto la sedia vicino al letto,ti prendo la mano,
sono quí non ti lascio solo…sono quí a pregare
per un miracolo che ti strappi alla morte,
un miracolo… vedere i tuoi occhi che mi guardano per l’ultima volta….
Sono quí,ancora e nonostante tutto,ad aspettare
che tu mi dica”ti amo”.
Ho paura di addormentarmi,ogni tanto mi alzo, apro la finestra,l’aria fresca della notte mi sveglia.
Guardo la cittá dall’alto,ancora una volta sono sola di fronte al sopraggiungere della morte.
Sempre lí in quell’ala dell’ospedale,dove giá avevo visto morire mia madre.
Ti riprendo la mano,ci metto la corona e prego per te,
ti bacio la fronte fredda,gli occhi sono socchiusi,
ci sono lacrime…no… é impossibile.
I medici hanno detto che non senti niente´,e che te ne andrai cosí nel sonno…serenamente.
Guardo fuori il cielo scuro seppur appena sfumato di pallida luce,la notte é finita.
Con l’alba tutto precipita,e l’ala scura della morte si avvicina.
É pomeriggio adesso,vedo la vena sul tuo collo che si é fermata,la sfioro con le dita,riprendi il respiro
solo una volta,l’ultima.
E MI SENTO SCOPPIARE DENTRO! NELLE VENE! NELLO STOMACO! NELL’ANIMA!
E… piego la testa sconfitta ancora una volta dalla morte,ancora una volta la vita mi é caduta addosso.
Stringo i pugni,mi mordo brutalmente le labbra,
ingoio il mio respiro, vorrei fosse l’ultimo anche per me
e vado fuori ad urlare…
ANNO 2007