Considero l’amicizia il sentimento supremo per eccellenza,
disinteressato ed altruistico, che non dovrebbe mai essere inquinato da passioni degradanti come la gelosia.
Trovo molto bello “L’amicizia”
di Tahar Ben Jelloun,ecco quello che scrive:
“L’amicizia è una religione senza Dio né Giudizio finale. E non c’è neppure il diavolo.
Una religione che non è estranea all’amore. Ma un amore dove la guerra e l’odio sono proscritti, dove il silenzio è possibile.
Potrebbe essere lo stato ideale dell’esistenza.
Uno stato tranquillo. Un legame necessario e raro.
Non sopporta impurità alcune.
L’altro, di fronte, la persona che si ama, non è solamente uno specchio che riflette, è anche l’altro se stesso sognato.
L’amicizia perfetta dovrebbe essere una sorta di solitudine felice, spurgata dai sentimenti d’angoscia, di rifiuto e di isolamento.
Non si tratta di una semplice storia di sdoppiamento nella quale l’immagine di sé sarebbe passata attraverso un filtro, un esame che dovrebbe ingrandire i difetti e le carenze e ridurre le qualità.
Lo sguardo dell’amico dovrebbe riconsegnarci la nostra immagine considerata in modo esigente.
L’amicizia allora consisterebbe in questa reciprocità senza sfasature, guidata dallo stesso principio di amore: il rispetto che ciascuno deve a se stesso se vuole che gli altri glielo ricambino, naturalmente.”
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Tahar Ben Jelloun
Poeta, novelista y ensayista, mezcla en sus libros la cultura magrebí con los problemas de la sociedad occidental actual, como la emigración, fuera del extremismo religioso. Ha recibido varios premios, entre ellos el Goncourt en 1987 por su novela La noche Sagrada. Sus libros han sido traducidos a numerosos idiomas.