LACCI AL CUORE – L´isola

di | 1 de Settembre de 2011

Torna sovente e prendimi,
torna e prendimi amata sensazione –
quando il ricordo del corpo si ridesta
e trascorre nel sangue il desiderio antico;
quando labbra e pelle rammentano,
e alle mani pare di nuovo di toccare.
Torna sovente e prendimi, la notte,
quando labbra e pelle rammentano…
Le note del cuore di una donna

Costantino Kavafis

Una città qualunque,
una stanza…una finestra sul mare…e lei.
É bella in quel letto,lo specchio rimanda la sua immagine,il corpo dorato dal sole,i capelli biondi arruffati le danno un’aria da bambina, potrebbe avere qualunque età,solo gli occhi non mentono.
Occhi che non chiedono altro che amore, passaggio segreto verso gli infiniti labirinti dell’anima,abissi dentro cui misurare la profondità delle sofferenze passate.
E in fondo al cuore, la sensazione inevitabile, che non ci sia una via di fuga,da quel rapporto affettuoso sí,ma senza alcuna alchimia,non la lascia dormire.
Puó il “danno” subito per tanti anni penetrato come una cancrena, impadronirsi di un’anima?
Lui la chiama “Reina”…perché adesso che ha questo suo cuore tra le mani…quello che ha sempre agognato…sperato…perché non riesce ad amarlo…perché?
Ma non si deve buttare via niente, anche se ti sono toccati solo gli scampoli del piacere.
Fuori ,un cielo di un violaceo intenso accoglie il suo sguardo e accompagna lo scorrere lento dei suoi tristi pensieri,morire di amore le aveva succhiato la vita, quel tacere e urlare con l’anima…sí,la vita giorno dopo giorno inseguendo l’illusione di un qualcosa che lei avvertiva ma che non la sfiorava,la sofferenza di sentirsi indesiderata, non amata,i muti silenzi ,parole non pronunciate… quelle in cui si affoga e ci si perde,e non c’è rimedio se non quello di buttarsi fra le braccia di qualcuno per lenire le sofferenze di quei giorni su cui il sole è già tramontato mille e mille volte,forse é solo la voglia di sognare di nuovo… forse é quella sensazione che la fa sentire troppo spesso come un gatto “randagio”.
Eppure il cuore non si arrende,ha un guizzo istintivo,come di un pesciolino rimasto in secca quando si abbassa la marea ,che aspetta l’onda piú alta per rituffarsi nell’oceano.
É rabbia…é vitalità istintiva quasi animale la sua,di non arrendersi mai alla vita ne al tempo.
Cosí per gioco,era entrata nel mondo di facebook e aveva conosciuto lui…la sua meravigliosa capacità di dirle frasi allo stesso tempo crudeli e dolcissime che le confondevano la mente ,era come una vertigine,e lei era cosí fragile…la notte ha un altro profumo se non si é soli.
Era qualcosa di misterioso e oscuro,la scoperta di visoni sconosciute,una strada che l’avrebbe portata all’estasi, il miele dell’anima…sfiorarlo pur nell’impossibilità di attingervi ,l’aveva portata oltre e fatta rinascere.
Sorrise ricordando George Byron:”Il piacere è un peccato, ma qualche volta il peccato è un piacere.”

MONOLOGO DAL PIANETA AMORE

Fantasia

In mezzo all’oceano ti porterò
sul dorso di una balena…
nell’isola nata da un quarto di luna
e nei sentieri del sale dono del mare
Vedrai una verde isola a forma di cuore
ti farò bere dall’albero magico
limpida e preziosa acqua
che dalle sue foglie sgocciola
E al cader della notte
sulla sommità delle alture
i nostri occhi vedran sorgere
dall’oceano l’isola che non c’è

Prima di incontrarci i nostri cuori erano piccole isole perse in un mare di tristezza.
Ascolta il selvaggio dolore di questo vuoto che anima
le nostre notti.La mia pelle trasuda lucida…bagnata… stilla gocce d’amore,entra nel mio corpo mio tenero amante, passerá lava liquida dalla tua mente alla mia,lascia che ogni tuo pensiero scolori tra le mie gambe.
La fiamma della candela danza e getta luce sul mio corpo ,gioca con la mia pelle.Una musica sensuale mi tocca il sangue e i sensi ,il vento mi accarezza sfiora il mio collo provoca in me brividi e la tua voce sa come rapirmi il respiro,non c’è più spazio per la timidezza d