URLA DI VENTO

di | 10 de Marzo de 2011

EN MI VENAS

A quel tarlo dell’anima
ogni pietà gli è sconosciuta
Con crudeltà colpisce
la mente ne é attraversata
e posso ricordare il profumo dei baci
le catene di sospiri
intorno ai polsi e alle caviglie
i morbidi legami intorno al cuore
carezze come onde lunghe
s’imprimevano sulla mia pelle
ero calda…morbida…ero viva
era l’ultimo mio sole
E’ un gioco pericoloso la vita
l’ho assaporata e avrei potuto continuare
quel gioco all’infinito
Ahora ya es tarde para mi
tu ya estás en mi venas
intoxicándome…tomando lentamente mi vida
Lecco le ferite all’anima profanata
ma non mi spezzerò affonderó le unghie
per farmi male… per strappare via
questa fitta al cuore

INTERMINABLE DÍA TÓRRIDO

Sulle mie labbra
il sapore salato e ruvido
dell’oceano
Negli occhi
le tinte lascive della sera
I profumi salgono
fino al mio terrazzo
quasi con rabbia
Come il ricordo
che nella sua foga
nella sua potenza
ha abitato nel mio cuore
per così tanto tempo
Io nella stanza e fuori
il mondo furioso gira
come una giostra impazzita
sulla mia vita
Si diventa fragili
abitando da soli
il proprio cuore
Vuoto senza quell’Amore
che aveva fame e sete
e non era mai sazio
Irruente…incontenibile

AL OTRO LADO DEL SILENCIO

Vagavo inquieta e vulnerabile
in un tramonto
che infuocava le dune
implorando una scintilla
dai vivi fuochi del tuo cuore
E ho visto il mio cuore
annegare solo
dentro al lago effimero
dei sogni
mentre la clessidra crudele
segnava i miei giorni nell’attesa
E poi il nulla

ACULEI

Notte nera
sotto un pianto di stelle
si denuda l’anima
condannata
tra le punte acuminate
che la crocifiggono
Ora in fondo al cuore
tutto tace…
Me aferro a este dolor
que siempre vive en mi
e con tenerezza e coraggio
ne porto le stimmate

SPADE

E se….
mi lasciassi trasportare
dalla marea stanotte
per liberarmi da questo male
che corre lento nelle mie vene
Che sensazione dolce sarebbe
non sentire più il roteare
di spade nelle tenebre
lacerarmi
Ho l’anima in ginocchio
Ho dentro la rabbia furiosa
del non poterti vivere
C’é il pianto della resa
Non si mescoleranno piú
speranze e sogni
Avranno ali spezzate
per sempre
Sfinita ascolto pulsare
il cuore
ormai non schivo i colpi
che mi fanno vacillare
e inabissare
in questo silenzio
… assordante

VERSI CUPI

Poesia scritta all’inferno
baratri di nero silenzio
di incanti sfioriti
dove i desideri
hanno smesso di esistere
Petali di rose rosse
fiorite in ritardo
sepolti tra sabbie mobili
In questo un mattino di vento
e vele chiare all’orizzonte
nessun sole penetra e scalda
i marciapiedi della mia malinconia

LA NOCHE PERDIDA

In ginocchio
sfinita cade la mia notte
dentro una mandrugada
dai petali sfioriti
En el amanecer de un nuevo día
depongo in un bicchiere d’assenzio
l’ultima mia lacrima
mentre questa vita
che in principio era una gioia
ora mi scorre di lato… muta

A DIO

Spossata e infreddolita
si sveste l’anima
spengosi poco a poco
Forse avrá un’altra vita
la cenere nelle maree
Ormai dimenticati
i tuoni fragorosi del cuore
nella notte nera
non ci sono piú stelle
solo un volo
di falchi notturni
Solo il tuo nome
sulle mie labbra