Amsterdam,
MIEP GIES
Si è spenta di notte,
11-01-2010 all’età di 100 anni, in una casa di riposo dopo una breve malattia, che non è stata resa nota.
In tutti questi anni era diventata una sorta di ambasciatore del Diario, impegnata in campagne contro i negazionisti dell’Olocausto
I SUOI LIBRI
Anne Frank Remembered
Elle s’appelait Anne Frank
Forget Me Not: The Anne Frank Story (In Search of Heroes) Anne Frank Remembers
Anne Frank – slik jeg husker henne
* MIEP GIES
La donna che custodì il diario di Anna Frank.
Biografia
Miep Gies nacque come Hermine Santrouschitz a Vienna, in Austria; si trasferì a Leida nei Paesi Bassi nel dicembre del 1920, grazie a un programma per l’aiuto ai bambini austriaci denutriti o malnutriti, per fuggire alla penuria di cibo dell’Austria dopo la Prima Guerra Mondiale.
*Incontro con la famiglia Frank
Nel 1922 si trasferì nuovamente ad Amsterdam, dove, nel 1933, incontrò Otto Frank che l’assunse nella sua azienda, l’Opekta, che produceva preparati per marmellate. Inizialmente entrò come impiegata nel banco informazioni, successivamente venne promossa, fino a raggiungere un incarico dirigenziale. Divenne presto una stretta amica della famiglia Frank, frequentando la quale conobbe il suo futuro marito, Jan Gies, anch’egli amico di famiglia, sposato il 16 luglio 1941, dopo aver rifiutato l’adesione a una associazione femminile nazista e aver subito la minaccia di essere rimandata in Austria. La sua conoscenza dell’olandese e del tedesco aiutò la famiglia Frank ad ambientarsi in Olanda e lei e suo marito divennero ospiti regolari di casa Frank.
*Il rifugio sul Canale Prinsengracht
Con suo marito e i suoi colleghi, Victor Kugler, Johannes Kleiman e Bep Voskuijl, Miep Gies, dal 9 luglio 1942 al 4 agosto 1944, aiutò a nascondere Edith e Otto Frank, le loro figlie Margot e Anne, Hermann e Auguste van Pels, il loro figlio Peter, e Fritz Pfeffer, un dentista di origine tedesca, nell’Achterhuis. Il rifugio, durante l’occupazione nazista, era un appartamentino segreto a due piani posto sopra gli uffici dell’Opekta, sul Canale Prinsengracht, nella parte ovest di Amsterdam, il cui accesso era nascosto da una libreria.
In teoria, Miep e gli altri collaboratori rischiavano di essere uccisi se fossero stati sorpresi a nascondere gli ebrei. In pratica, tuttavia, quelli che vi venivano sopresi erano più comunemente condannati a quattro/sei mesi di lavori forzati.
La mattina del 4 agosto 1944, un delatore anonimo riferì alla Gestapo la presenza di persone nascoste sopra gli uffici dell’Opekta.
Tutti coloro che vi avevano trovato rifugio furono arrestati, così come Victor Kugler e Johannes Kleiman.
Dopo la guerra ci furono tre distinte indagini penali mirate a identificare l’informatore, tutte prive di risultati.
Miep Gies evitò l’arresto
perché l’ufficiale incaricato della perquisizione era
austriaco come lei
e la lasciò andare,
ma non cedette ai tentativi di corruzione
che la Gies fece per liberare i suoi amici.
La donna era l’ultima sopravvissuta del gruppo che per due anni, tra il 1942 e il 1944, aiutò Anna, la sorella, i suoi genitori e altri quattro ebrei a fuggire dalla furia nazista, nascondendoli al numero 263 di Prisengracht.
GENNAIO 2010
Ad Amsterdam la donna trascorreva i suoi ultimi anni in una casa di riposo e si è spenta per i postumi di una caduta alla vigilia di Natale.
Nata il 15 febbraio 1909 a Vienna, la Gies era un’impiegata di Otto Frank, ebreo tedesco trasferitosi in Olanda nel 1933 poco dopo la salita al potere di Adolf Hitler in Germania.
Assieme ad altri cinque colleghi aiuto’ i Frank e altre quattro persone a vivere nascosti nella casa che oggi è stata trasformata in un museo. “Più di 20mila olandesi aiutarono ebrei ed altre persone bisognose di nascondersi durante quegli anni. Ho fatto soltanto quello che mi era stato chiesto e che allora mi sembro