Friedrich Nietzsche

di | 6 de Gennaio de 2010

<< Accontentarsi degli uomini, tenere aperta la casa del proprio cuore, è liberale, ma è soltanto liberale. I cuori capaci di una nobile ospitalità li si riconosce dalle molte finestre con le tende abbassate e le imposte chiuse: essi tengono vuote le loro stanze migliori. Perché? Perché aspettano ospiti dei quali non ci si “accontenti”…>>
F. Nietzsche dal “Crepuscolo degli idoli”

« Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! »
(Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza, Frammento 125)

« L’ateismo, per me, non è un risultato, e tanto meno un avvenimento – come tale non lo conosco: io lo intendo per istinto. Sono troppo curioso, troppo problematico, troppo tracotante, perché possa piacermi una risposta grossolana. Dio è una risposta grossolana, un’indelicatezza verso noi pensatori – in fondo è solo un grossolano divieto che ci vien fatto: non dovete pensare! »
(Friedrich Nietzsche, Ecce Homo)

Friedrich Wilhelm Nietzsche
(Röcken, 15 ottobre 1844 – Weimar, 25 agosto 1900)

è stato un filosofo e scrittore tedesco.

tra i maggiori filosofi occidentali di ogni tempo, Nietzsche ebbe un’influenza articolata e controversa sul pensiero filosofico e politico del Novecento. La sua filosofia è considerata da alcuni uno spartiacque della filosofia contemporanea verso un nuovo tipo di pensiero, ed è comunque oggetto di divergenti interpretazioni. In ogni caso si tratta di un pensatore unico nel suo genere, sì da giustificare l’enorme influenza da lui esercitata sul pensiero posteriore.

Coerentemente ai suoi assunti, diede grande rilievo al mito, alla poesia e alla musica, cimentandosi in gioventù anche come poeta e compositore (vale ricordare Hymnus an das Leben), attività in cui, peraltro, a parere della critica, non attinse risultati paragonabili agli esiti della sua speculazione filosofica.

La filosofia di Nietzsche è influenzata dal suo complesso retroterra culturale, specialmente di filologo classico e poi di esteta che si entusiasma per la nuova musica post-romantica di Wagner, della quale si fa paladino e promotore, vedendo in essa un senso panico dell’esistenza, fondato sul paganesimo precristiano germanico. Naturale quindi che egli proponga un rivalutazione delle filosofie pre-socratiche Fondamentale per la sua formazione è anche Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer, che Nietzsche legge nel 1866-1867 (caso divino definisce la sua fortuita scoperta in un negozietto di libri usati) e che così egli giudica in una riflessione registrata in una pagina autobiografica:

« In esso ogni riga gridava la rinuncia, la negazione e la rassegnazione, lì io guardavo il mondo come dentro uno specchio, e insieme la mia vita e la mia anima, investito di orrore; in esso come fosse un Sole, il grande occhio dell’arte mi fissava, staccandomi dal mondo; io vi vedevo malattia e salvezza, esilio e rifugio ed inferno quanto paradiso »

Nell’opera La nascita della tragedia, pubblicato nel 1872, la tragedia greca viene vista come massima espressione dello slancio vitale o “momento dionisiaco”, istintivo e irrazionale. Ma esso si coniuga e nello stesso tempo si contrappone a quello apollineo, razionale e astratto. Il pensiero apollineo e quello dionisiaco sono perciò così definiti:

« Finora abbiamo considerato il pensiero apollineo e il suo opposto, il dionisiaco, come forze artistiche che erompono dalla natura stessa, senza mediazione dell’artista umano, e in cui gli impulsi artistici della natura trovano anzitutto e in via diretta soddisfazione: da una parte come mondo di immagini del sogno, la cui perfezione è senza alcuna connessione con l’altezza intellettuale o la cultura artistica del singolo; dall’altra parte come realtà piena di ebbrezza, che a sua volta non tiene conto dell’individuo, e cerca di annientare l’individuo e di liberarlo con un sentimento mistico di unità »
(La nascita della tragedia, § 2, Adelphi, Milano 1972, p. 26 )

Socrate da Nietzsche è v