“IL PROCESSO ” Oscar Wilde

di | 9 de Novembre de 2009

Il primo processo: L’accusa di calunnia

Wilde mal sopportava che un’altra persona come il padre di Alfred Douglas ) gli potesse ordinare come comportarsi in nome della ipocrita moralità dei suoi tempi.

Questo gli causò situazioni anche imbarazzanti come nell’episodio di Aimée Lowther dove la sua allusione all’omosessualità fu palesemente non compresa da tutti i presenti tra i quali Ellen Terry che gli chiese spiegazioni sulla sua battuta, nell’imbarazzato silenzio generale

Oscar agli inizi del 1895 si rifiutò di ospitare nell’Avondale Hotel a Piccadilly l’ennesimo giovane con cui Alfred voleva avere dei rapporti.[14] Douglas allora cambiò albergo andando con il ragazzo.

Il 28 febbraio Wilde si stava recando ad un club che si trovava vicino al suo albergo, in quel mentre il portiere come da istruzioni ricevute 10 giorni prima, gli porse un biglietto da consegnare il 28 febbraio alle ore 16.30: cosa che puntualmente avvenne.

Il foglietto conteneva gravi offese del marchese di Queensberry che dava del ruffiano e sondomita a Wilde.[15]

Wilde pensò subito cercò di andarsene dall’albergo ma era senza soldi e non poteva saldare il conto. Rimanendo in attesa di aiuti scrisse sia ad Alfred[16] che a Lewis, suo vecchio amico e avvocato, che gli ricordò che non poteva assisterlo in quanto era stato assunto dal marchese stesso.

Decise allora di rivolgersi all’avvocato Humphreys, che accettò di rappresentarlo in giudizio sperando di riceverne una grande pubblicità data la notorietà delle persone citate in tribunale. Ross tentò ancora inutilmente un intervento per risolvere la questione con il marchese in persona.[17]

La causa secondo Humphreys era come vinta ma occorreva per le spese legali il denaro che fu fornito dalla moglie del marchese e dal fratello di Alfred. Il 1 marzo 1895 alla centrale di polizia di Marlborough Street Wilde ottenne un mandato di cattura per il marchese.

In attesa del processo Oscar con la moglie e Douglas (il 7 marzo) assistettero alla prima di L’importanza di chiamarsi Ernesto.[18]

I capi di accusa [modifica]
Oscar Wilde nel 1889, primo piano con dedicaGli investigatori della difesa del marchese alla ricerca di indizi utili per accusare Wilde, grazie alle indicazioni di una prostituta, arrivarono al numero 13 di Little College Street, e quindi all’alloggio di Alfred Taylor dove trovarono tutti gli indirizzi di tutti i ragazzi che Wilde stava frequentando (o che aveva frequentato). Questi furono rintracciati e convocati in tribunale per testimoniare contro Wilde.[19]

Nel frattempo Douglas e Wilde erano a Montecarlo, dove al tavolo di gioco persero molti soldi tanto che non avevano di che pagare l’albergo dal quale furono cacciati.[20]

All’apertura del processo furono presentati 15 testimonianze riguardanti il reato di sodomia attribuito a Wilde:

Edward Shelley, per i rapporti intercorsi nel 1892 (febbraio – marzo)
Sidney Mavor, quando depose affermò l’innocenza di Wilde
Freddie Atkins, portato da Wilde a Parigi, non fu ascoltato
Maurice Schwabe, si rifiutò di testimoniare
Alcuni giovani, per i rapporti intercorsi nel 1892 (gennaio – febbraio) nomi non specificati
Alfreed Wood
Un altro ragazzo (nome non specificato, durante il soggiorno al Savoy Hotel)
Un altro ragazzo (nome non specificato, durante il soggiorno al Savoy Hotel)
Charles Parker, per i rapporti intercorsi nel 1892
Ernest Scarfe, per i rapporti intercorsi nel 1892, conosciuto grazie a Taylor, si rifiutò di testimoniare
Herbert Tankard, per i rapporti intercorsi nel 1892, si rifiutò di testimoniare
Walter Grainger, un cameriere della casa di High Street di Oxfrod, 1893 (giugno)
Alfonso Harold Conway, per i rapporti intercorsi nel 1892
L’opera Dorian Gray
Le massime su Chameleon del dicembre 1894
Il processo continuò il 3 aprile 1895 all’Old Bailey con il giudice R. Henn Collins.[21] Wilde volle non citare in tribunale Douglas per evitargli la sofferenza di testimoniare contro suo