” IL GIGANTE DEL VIRGO POTENS ”
I vecchi del mio paese chiamavano Virgo Potens quel vicolo stretto che, una volta, costeggiava la chiesa parrocchiale dal lato del campanile e faceva capo alla Madonna di Lourdes.
Non so chi di noi, da ragazzo, non vi abbia bazzicato per giocare alle biglie o alle cartucce. Era un posto tranquillo, anche se spesso qualcuno transitava di là per accorciare la strada quando si recava alla messa o andava a comprare il pane alla cooperativa; d’estate poi, c’erano quelle due vecchiette che, uscendo di chiesa, si fermavano all’ombra, sotto l’arco della Madonnina, a scambiarsi le loro opinioni con la voce placida e grave che era propria delle nostre donne d’una volta quando conversavano. Verso sera, il cielo brulicava di rondini e s’empiva di stridi. La gente, allora, tornava dai campi, e sonavano i rintocchi dell’Ave Maria.
Nei tempi passati, nonostante l’abitudine di andare a dormire all’ora delle galline, gli uomini del quartiere si riunivano dopo cena per una mezz’oretta agli angoli delle strade per fare due chiacchiere durante l’ultima pipata.
Ma accadde una volta che incominciarono a rinchiudersi in casa, e non usciva più nessuno. Come fosse, come non fosse, s’era sparsa la voce che, dopo l’ Ave Maria, si aggirasse per il paese un mostro…un gigante che incuteva paura.
” E’ alto così e così”.
” Di dove appare?”.
” Dal Virgo Potens. Dicono che sbuchi dai sotterranei della chiesa…!” .
Così andò che una donna, mentre si trovava nella camera da letto al piano superiore, vide un’ombra dietro la finestra.
Era del gigante che, pur tenendo i piedi appoggiati a terra, stava seduto sul davanzale.
La donna si prese uno spavento tale che cadde a terra priva di sensi e ci volle del bello e del buono per farla rinvenire.
Qualcosa di simile capitò ad un’altra che, essendosi, al mattino, recata al lavoro di buon’ora, non aveva ancora poturo rifare il letto ed aveva aperto la finestra per sbattere le lenzuola.
Sembra, però, che questa soffrisse di mal di cuore e, pertanto, sarebbe addirittura caduta esanime sul pavimento!
La prima donna abitava nei pressi della Trinità e la seconda nelle case della Roggetta, di fronte all’angolo che ora dicono di Romussi.
Fu allora che un tale di nome Vincenzo pensò:
” Se il gigante è il fantasma di un morto, non potrà causarmi alcun male; se, invece, si tratta di una persona, rimane ancora da vedersi chi la vincerà.”
Si armò di una pistola e, quando fu quasi ora, si appostò dietro un angolo ai piedi della rampa della Madonna di Lourdes.
Scoccano i rintocchi dell’Ave Maria e, qualche momento dopo, ecco il gigante apparire e scendere la rampa.
Vincenzo gli sbarrò il passo :
“Dimmi chi sei o ti sparo!”
Quegli invece, allungò le braccia come per afferrarlo.
Vincenzo allora esplose un colpo per aria, ma il gigante stramazzò a terra egualmente.
Fu subito assalito e afferrato per la gola ma…..non era altro che un uomo del paese, mascherato e munito di trampoli !!!
” Ma come ti sei indotto a commettere una tale follia?”
“Non rivelare il mio nome, ti prego. Mi era stata ingiunta un’imposizione…. ma …..non lo farò più!”
Bisogna sapere che, in quei tempi, si sollevavano ovunque rivolte ed insurrezioni ed egli era stato prezzolato affinché, intimorendo il popolo, impedisse che si formassero capannelli e si ordissero complotti.
Ma che volete che se ne facesse la povera gente di tutte quelle rivolte!?
Di tutto ciò Vincenzo non fece motto a nessuno né peraltro, da quella sera, si vide più nessun gigante in giro per il paese!
Francesco Moro
Da “C’era una volta nella mia Lomellina”