GIUSEPPE UNGARETTI

di | 24 de Ottobre de 2009

Giuseppe Ungaretti un grande poeta e scrittore .

8 febbraio 1890: Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto da Antonio Ungaretti e Maria Lunardini
entrambi lucchesi.
Nella città natale trascorre l’infanzia e i primi anni della giovinezza. Il padre, operaio allo scavo del Canale di Suez,
morì due anni dopo la nascita del poeta, nel 1890.
La madre mandò avanti la gestione di un forno di proprietà, con il quale garantì gli studi al figlio,
che si poté iscrivere in una delle più prestigiose scuole di Alessandria, la Svizzera École Suisse Jacot.
dove viene a contatto per la prima volta con la letteratura europea, e conosce Mohammed Sceab.

Gli Anni Della Gioventú

L’amore per la poesia nacque durante questi anni di scuola e si intensificò grazie alle amicizie
che egli strinse nella città egiziana, così ricca di antiche tradizioni come di nuovi stimoli,
derivanti dalla presenza di persone provenienti da tanti paesi del mondo;
Ungaretti stesso ebbe una balia originaria del Sudan, ed una domestica croata.

In questi anni, attraverso la rivista Mercure de France, il giovane si avvicinò alla letteratura francese
e, grazie all’abbonamento a La Voce, alla letteratura italiana: inizia così a leggere le opere,
tra gli altri, di Rimbaud, Mallarmé, Leopardi, Nietzsche,
e
Baudelaire, quest’ultimo grazie all’amico Moammed Sceab.

Soggiorno in Francia
Nel 1912 Ungaretti, dopo un breve periodo trascorso al Cairo, lasciò l’Egitto e si recò a Parigi.

Nel tragitto vide per la prima volta l’Italia ed il suo paesaggio montano.

A Parigi frequentò per due anni le lezioni del filosofo Bergson, del filologo Bédier e di Strowschi,
alla Sorbonne e al Collège de France.

Venuto a contatto con l’ambiente artistico internazionale, conobbe Apollinaire,
con il quale strinse una solida amicizia

Nella notte tra il 31 dicembre ’69 e il primo gennaio ’70 scrive l’ultima poesia L’impietrito e il velluto.
Torna negli Stati Uniti per ricevere un premio all’Università di Oklahoma.
A New York s’ammala e viene ricoverato in clinica. Rientra in Italia e si stabilisce per curarsi a Salsomaggiore.
Muore d’improvviso a Milano il 1 Giugno 1970.

È sepolto nel Cimitero del Verano accanto alla moglie Jeanne Dupoix,che il poeta sposò nel 1920, dalla quale ha avuto due figli,
Anna-Maria, detta Ninon (17 febbraio 1925) e Antonietto (19 febbraio 1930).

.

Nel 1913 morì l’amico d’infanzia Sceab, suicida nell’albergo di rue des Carmes che condivideva con Ungaretti.
Nel 1916, all’interno de Il porto sepolto, verrà pubblicata la poesia a lui dedicata, In memoria.

poesia al suo amico morto suicida

Si chiamava
Moammed Sceab

Discendente
di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patria
Amò la Francia
e mutò nome

Fu Marcel
ma non era Francese
e non sapeva più
vivere
nella tenda dei suoi
dove si ascolta la cantilena
del Corano
gustando un caffè

E non sapeva
sciogliere
il canto
del suo abbandono

L’ho accompagnato
insieme alla padrona dell’albergo
dove abitavamo
a Parigi
dal numero 5 della rue des Carmes
appassito vicolo in discesa.

Riposa
nel camposanto d’Ivry
sobborgo che pare
sempre
in una giornata
di una
decomposta fiera

E forse io solo
so ancora
che visse

(Giuseppe Ungaretti – 1916)

..

In Francia Ungaretti filtrò le precedenti esperienze, perfezionando le sue conoscenze letterarie
e il suo stile poetico. Dopo qualche pubblicazione su Lacerba,
decise di partire volontario per la Grande Guerra.

Ungaretti è con un reparto italiano sul fronte francese, accampato nel bosco di Courton,
sotto i bombardamenti tedeschi: ogni cannonata che arriva spezza gli alberi,
stronca vite umane
e lui scrive:

poesia Soldati

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

Bosco di Courton, luglio 1918

In un tempo in cui si esalta la guerra, la morte per le patrie e la retorica
e l’infatuazion