CERVANTES E IL SUO DON CHISCIOTTE
Miguel de Cervantes
Saavedra (Alcalá de Henares, 29 settembre 1547 – Madrid, 23 aprile [2] 1616) è stato uno scrittore spagnolo. È universalmente noto per essere l’autore del romanzo Don Chisciotte della Mancia.
In quest’opera, pubblicata in due volumi nel 1605 e nel 1615, l’autore prende di mira con l’arma della satira e dell’ironia i romanzi cavallereschi e la società del suo tempo; contrapponendo all’allampanato cavaliere, che immerso in una perenne insoddisfazione insegue un sogno esaltato e maniaco di avventure e di gloria, la figura del suo pingue ed umanissimo scudiero, incapace d’innalzarsi al di sopra della piatta realtà.
La sua influenza sulla letteratura spagnola è stata tale che lo spagnolo è stato definito come la lingua di Cervantes ed a lui è stato dedicato l’Istituto di lingua e cultura spagnola.
Curiosamente de Cervantes è morto lo stesso giorno di Shakespeare,
il 23 aprile è la “Giornata UNESCO dedicata al libro ed al diritto d’autore”
Biografia
Nato nel 1547 ad Alcalá de Henares da una famiglia modesta; figlio di Rodrigo e di Leonor de Cortinas, Miguel è il quarto di sette figli. La sua famiglia è costretta a viaggiare, a causa degli scarsi guadagni del padre, da un paese all’altro, finché nel 1568 egli si trova a Madrid dove frequenta il collegio “El Estudio” diretto da Juan López de Hoyos.
Nel 1570 Cervantes si sposta in Italia per evitare la condanna al taglio della mano destra e a dieci anni d’esilio perché accusato di aver ferito un certo Antonio de Segura. In Italia è prima cortigiano, anche presso la corte degli Acquaviva, nel Ducato di Atri, antichissima città d’Abruzzo, che diede il nome al mare Adriatico (Hatria-Adria) Nel mese di settembre del 1571 s’imbarca quindi come soldato sulla galea Marquesa che fa parte della flotta della Lega Santa che sconfiggerà quella turca nella battaglia di Lepanto il 7 ottobre dello stesso anno. Nella battaglia rimane ferito e perde per sempre l’uso della mano sinistra.
Nel 1575 parte da Napoli per la Spagna con alcune lettere di raccomandazione che dovrebbero procurargli il comando di una compagnia. Ma la galera Sol sulla quale viaggia viene assalita dal rinnegato Arnaute Mami ed egli è catturato dai pirati e tenuto in cattività fino al pagamento di un suo riscatto. Finalmente liberato con l’aiuto della famiglia Cervantes ritorna in Spagna dove l’attende un duro periodo di umiliazioni e ristrettezze economiche.
Nel 1584 sposa Catalina de Salazar y Palacios e vive ad Esquivias, nell’attuale provincia di Toledo; qui pubblica La Galatea e nel 1586 si separa dalla moglie: il suo matrimonio, senza figli, si suppone infelice. Si trasferisce poi in Andalusia dove si occupa delle provvigioni per la Armada invencible e successivamente lavora come percettore di imposte. Incarcerato a Siviglia per illeciti amministrativi, riacquista poco dopo la libertà e negli anni immediatamente successivi è a Valladolid insieme alle due sorelle e alla figlia Isabella, nata da una relazione con una certa Anna de Rojas.
Nel 1605 Cervantes subisce una nuova vertenza giudiziaria: viene infatti trovato nelle vicinanze della sua casa il cadavere del cavaliere Gaspar de Ezpeleta e i sospetti cadono sullo scrittore, che viene imprigionato e subito prosciolto. Il dubbio che la morte del cavaliere sia in qualche modo riconducibile alla moralità delle due sorelle e della figlia colorisce tristemente i suoi ultimi anni.
Nel 1606 per seguire la corte di Filippo III di Spagna si trasferisce a Madrid e, malgrado gli stenti che non l’abbandonano mai, si dedica ad un’intensa attività e scrive in pochi anni gran parte e forse il meglio della sua produzione.
Il 23 aprile del 1616 muore dopo aver appena composto il congedo che è inserito nel prologo.
Opere
Statua di Cervantes nella città di Lepanto.Cervantes non fu un umanista e nemmeno un letterato di successo. Egli scrisse nelle condizioni più sfavorevoli ruban