L’esponente più noto a livello internazionale della MPB (Música Popular Brasileira, musica popolare brasiliana) e del movimento tropicalista
Caetano Veloso
ha iniziato la sua carriera artistica come innovatore negli anni ’60, non abbandonando mai negli anni successivi, e sino ai giorni nostri, la esplorazione di tutti i generi musicali, dal folklore brasiliano ai ritmi africani, al rock, al jazz, fino alla canzone sentimentale e tradizionale in lingua spagnola.
Una contaminazione e una curiosità che non riguarda soltanto i generi musicali, ma anche la poesia, praticata nei testi evocativi e raffinati e citata nei riferimenti ai grandi, il cinema, con i numerosi incroci con il cinema italiano (Fellini e Antonioni in primo luogo) e la collaborazione con il regista spagnolo Pedro Almodovar e la realizzazione di diverse colonne sonore, la storia complicata e ricchissima del proprio paese, l’impegno politico progressista, la comunità degli artisti brasiliani suoi contemporanei, con particolare predilezione per quelli della sua terra, Bahia, con i quali ha condotto le battaglie per un rinnovamento culturale e musicale del suo paese (con in prima fila l’amico di sempre Gilberto Gil, la sorella Maria Bethânia e l’amica Gal Costa).
Nato nella città brasiliana più aperta alle influenze africane e primitive, Salvador de Bahia, la città di Jorge Amado, Caetano Emanuel Viana Telles Veloso ha iniziato la sua carriera negli anni ’60 dalla parte della Jovem Guardia, il gruppo di musicisti che non si sentivano obbligati alla purezza brasiliana della generazione precedente (quella dei Jobim e dei Gilberto) e volevano aprirsi alla esplosione della musica beat e rock che veniva dalla Gran Bretagna della swingin’ London.
Una terra che Veloso avrebbe conosciuto molto bene, non per sua volontà, quando sarà costretto all’esilio, assieme all’amico Gilberto Gil, in quanto considerato pericoloso oppositore del governo dittatoriale di destra, nel frattempo salito al potere nel paese. A Londra Veloso avrebbe sperimentato i nuovi suoni e la possibilità di innestarli nella tradizione, derivante peraltro da molteplici influssi, della musica del suo paese.
Ritornato in patria ha proposta una musica meno diretta di quella dei suoi colleghi, più complessa, passando per diverse fasi, di evoluzione della tradizione, ritorno alle radici e alle sonorità acustiche, intrusioni nel rock e infine fusione con le nuove sonorità che venivano sperimentate in ambito rock e jazz.
Una strada che però ha trovato alla lunga un grande riscontro di pubblico sia in patria, sia in ambito internazionale, dove il musicista è diventato una personalità tra le più influenti e carismatiche della musica mondiale, in grado di attirare l’interesse anche del grande pubblico, come è avvenuto nel concerto all’aperto di Roma del 2002, dove oltre 100.000 persone sono affluite nella storica Piazza del Popolo per ascoltare il musicista baiano.
Famosa tra tanti altri brani,
la dolente e straniante Cucurucu Paloma
utilizzata anche da Pedro Almodovar,
con Veloso in persona,
nel suo notevole film >Parla con lei.
……………
Cucurucu Paloma
Dicen que por las noches
no más se le iba en puro llorar;
dicen que no comía,
no más se le iba en puro tomar.
Juran que el mismo cielo
se estremecía al oír su llanto,
cómo sufrió por ella,
y hasta en su muerte la fue llamando:
Ay, ay, ay, ay, ay cantaba,
ay, ay, ay, ay, ay gemía,
Ay, ay, ay, ay, ay cantaba,
de pasión mortal moría.
Que una paloma triste
muy de mañana le va a cantar
a la casita sola
con sus puertitas de par en par;
juran que esa paloma
no es otra cosa más que su alma,
que todavía espera
a que regrese la desdichada.
Cucurrucucú paloma, cucurrucucú no llores.
Las piedras jamás, paloma,
¿qué van a saber de amores?
Cucurrucucú, cucurrucucú,
cucurrucucú, cucurrucucú,
cucurrucucú, paloma, ya no