VECCHIE POESIE
   

ALBA DI LUCE

Quel giorno mio padre
salí sul calesse
frustó il cavallo
e volo in paese
Il cielo era squarciato
da lampi e fulmini
e si sprigiona profumo
dalla terra bagnata
mentre io avevo
fretta di nascere
di vedere la luce





BAMBOLE



Io ero la bimba povera

che aveva una bigotta

di stoffa sfilacciata

Che pianse disperata

quando le venne strappata

Io ero la bimba che quando

la vide nel fuoco buttata

si brució le manine

e pianse

per non averla salvata.

Io ero la bimba che non giocó piú

con nessun'altra bambola

che le fu poi regalata





LE SERE DI MAGGIO


Ci si rincorreva
felici
noi bimbi
le sere di maggio
protetti
dal manto azzurro
della Madonna



CASTELLO DEI RICORDI -A Elio e Gianni Torazza



Ritornavo la sera
al mio Castello

scortata come
una Principessa

dai miei due paladini
uguali come le gocce d'acqua




DA CRISALIDE A FARFALLA




E aveva riso forte

gettando indietro il capo,

scoprendo il bianco collo.

Incroció lo sguardo

caldo e affascinato,

di un giovane uomo.

Due occhi verdiazzurri

dai normanni ereditati .

In quei bagliori scintillanti

lei si vide riflessa,

e per la prima volta

si sentí bellissima.







Nota dell'autrice:
Tratte dal mio diario
di quattordicenne fantasiosa...

Nadia Mazzocco 

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