CON GLI OCCHI DELLA MENTE
   





Ricordo la nostra casa
serenamente profumata
dalla sua torta infornata
Sento ancora le sue mani...
le dolci carezze
che odoravano di bucato
Al suo viso
il dolore scolpito
nelle rughe
non aveva rubato
la bellezza
La rivedo
un rametto di menta
tra i seni
lavorava tra i fiori
Strappava l'erba gramigna
con rabbia
Come se volesse cosí
estirpare dalla mente
i ricordi di nubi nere
Laceranti vuoti nel cuore
di quei figli
partoriti in silenzio
volati via cosí
Persi per sempre
Le s'incupivano gli occhi
e spariva l'azzurro
dentro
ad un singhiozzo
dell'anima senza più lacrime
Ma poi
sentendo il mio riso
i suoi occhi
si posavano su di me
che soffiavo
sul fior di tarassaco
gli impalpabili pistilli
volavano via
mentre tornava l'indaco
in quei suoi due cieli










NOTA dell'autrice:
"A mia nonna"

Ho imparato precocemente a percepire la tristezza in mia nonna, e cercavo sempre un modo per alleviarle la sofferenza, distraendola dal suo dolore.
Non esiste niente di piú lacerante del dolore di dover soppravvivere ai figli, ogni dolore era un dolore più grande.


Nadia Mazzocco 

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