<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="65001"%> Diario di vita
   
La Critica di Anna Marinelli
   
                 
 
La critica della poetessa Anna Marinelli alla mia poesia "Bambole"
             
 

Io ero la bimba povera
che aveva una bigotta,
di stoffa sfilacciata.
Che pianse disperata
quando le venne strappata.
Io ero la bimba che quando,
la vide nel fuoco buttata
si bruciò le manine ,e pianse
per non averla salvata.
Io ero la bimba che non giocò più
con nessun'altra bambola
che le fu poi regalata.

             
 

Testo semplice eppure denso di phatos nel quale la donna adulta
 rivede come in un feedback un episodio della sua vita che l’ha segnata profondamente.
 Non disdegna di denunciare il suo stato sociale quando afferma che
 “Io ero la bimba povera/ che aveva una bigotta,/di stoffa sfilacciata.!”
Una bambola di pezza che solo da qualche anno a questa parte si chiama Bigotta,
 rivalutata da una organizzazione di volontariato che si prodiga
 per reperire emolumenti per i bimbi di tutte le terre martoriate dalla fame e dalla sete.
Una bambola di pezza, sfilacciata e logora dai troppi abbracci,
 era tutto ciò che aveva eppure esistono ancora esseri umani
 capaci di privare i bimbi dei pochi tesori che hanno,
 pur sapendo di infierire sulla loro fragile psiche,
 di usare una violenza impropria e segnare la loro anima per sempre.
E’ ciò che accadde a quella bimba di cui parla gaudiana.
 Non mi è necessario sapere quanto di personale ci sia in questa storia,
 ma ella ci lascia comprendere fino in fondo quanto una bimba può essere vulnerabile e indifesa.
 Quanto potè soffrire “quando le venne strappata.”….Quella bambola
non le fu tolta, non le fu rubata, non andò persa per cause accidentali, no, le fu STRAPPATA.
 In questo verbo si intravede l’azione di violenza di cui la bimba fu vittima
 aggravata dal fatto che l’oggetto dei suoi giochi trovò una fine altrettanto tragica,
 quella di essere gettata nel fuoco. Lei pur di salvarla avrebbe preferito cercare nelle fiamme
la sua bambola sdrucita e amata. Compagna inseparabile dei suoi giochi innocenti.
 Compagna di quei dialoghi che solo i bambini sanno intessere coi loro giocattoli
 che in virtù di una necessità interiore si trasformano in amici immaginari e compagni di avventure.
Per quanto tempo portò sulle sue tenere manine le tracce di quel fuoco cui inutilmente
 cercò di sottrarre la sua bambola. Per quanto tempo pianse.. Chissà! Ella ci confida con tatto e ingenuità
“che non giocò più/con nessun'altra bambola/che le fu poi regalata.
Ed è questo il crimine di cui il nostro cuore si duole e cerca in tutti i modi di farsi perdonare.
Inutilmente.
Anna Marinelli
Per maggiori informazioni su questa prestigiosa rubrica, sulla sua autrice,
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sabato, 10 gennaio 2009
La redazione di Scribacchiando sogni è felice di annunciare che è disponibile on line  la rubrica:
" I commenti di Anna Marinelli"
Questa settimana l’occhio critico della nostra poetessa si è posato
su una dei nostra poetessa dotata di grande talento:GUADIANA

             
                 
                 
                 
                 
 
             

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